La qualità del lavoro in Svizzera rimane complessivamente stabile, ma dietro questo apparente equilibrio si nasconde un segnale preoccupante: la salute mentale delle lavoratrici e dei lavoratori è in peggioramento. È quanto emerge dal Barometro delle condizioni di lavoro 2025, realizzato da Travail.Suisse in collaborazione con la Scuola universitaria professionale di Berna (BFH), sulla base di un sondaggio rappresentativo condotto su 1’422 persone in tutta la Svizzera.
Stress ed esaurimento emotivo: una normalità che preoccupa
I dati parlano chiaro: quattro persone su dieci si sentono regolarmente emotivamente esauste alla fine della giornata lavorativa. Oltre il 42% degli intervistati dichiara di sentirsi spesso o molto spesso stressato, mentre la metà afferma di svolgere regolarmente ore straordinarie. Quasi un quarto lavora più di dieci ore al giorno, una quota in aumento rispetto all’anno precedente.
Non si tratta più di situazioni isolate, ma di una realtà quotidiana per una parte sempre più ampia della popolazione attiva. Il rischio è evidente: quando la fatica e lo stress diventano la norma, lavorare va sempre più spesso a scapito della salute.
Difficoltà a staccare e conciliazione sotto pressione
Un altro elemento critico riguarda la capacità di recupero. Più di un quarto delle lavoratrici e dei lavoratori dichiara di dover rimanere reperibile anche al di fuori dell’orario di lavoro. Un terzo afferma di non avere abbastanza tempo per riposarsi durante la settimana e una persona su cinque ritiene quasi impossibile conciliare vita professionale e vita privata.
Il tempo di recupero – fisico e mentale – si sta riducendo, trasformandosi per molti in un privilegio anziché in un diritto. Eppure, senza energie residue dopo il lavoro, anche la partecipazione alla vita familiare, sociale e comunitaria diventa sempre più difficile.
Telelavoro: opportunità e nuove disuguaglianze
Il Barometro 2025 mostra anche come il mondo del lavoro stia cambiando rapidamente sotto la spinta della digitalizzazione e delle nuove forme organizzative. Oltre il 42% delle persone intervistate lavora almeno in parte in home office. Per queste persone, la maggiore autonomia e flessibilità si traducono in una soddisfazione complessivamente più elevata.
Tuttavia, il telelavoro non è privo di criticità: una parte degli intervistati segnala la mancanza di contatti sociali e di prossimità fisica con i colleghi. Soprattutto, emerge una nuova frattura nel mondo del lavoro: chi non ha accesso al telelavoro è più esposto a stress, giornate di lavoro prolungate e carichi fisici maggiori. Le condizioni di lavoro più favorevoli rischiano così di restare appannaggio solo di alcune professioni.
Un segnale d’allarme collettivo
Nonostante queste difficoltà, l’82,6% degli intervistati si dichiara soddisfatto del proprio lavoro e la motivazione rimane elevata. Ma proprio questa combinazione – alta motivazione e crescente esaurimento – rappresenta un campanello d’allarme. Senza misure adeguate, il rischio è quello di una progressiva erosione della salute e della sostenibilità del lavoro nel lungo periodo.
Il Barometro delle condizioni di lavoro 2025 lancia quindi un messaggio chiaro: proteggere il tempo di riposo, limitare gli orari eccessivi e garantire maggiore prevedibilità e autonomia nella gestione del tempo non sono concessioni, ma condizioni essenziali per un lavoro di qualità. Un lavoro che tuteli la salute, permetta la conciliabilità tra vita professionale e privata e resti davvero sostenibile per tutte e tutti.
Leggi il rapporto completo (in francese) │ Intervista a Stefania Mastrillo, psicologa del lavoro