Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore nel Codice civile svizzero il principio dell’educazione non violenta. Una modifica importante che ribadisce il diritto dei bambini a crescere in un ambiente sicuro, rispettoso e privo di qualsiasi forma di violenza fisica o psicologica.
Ne abbiamo parlato con Marco Galli, responsabile dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFAG), per capire meglio cosa comporta questo cambiamento per le famiglie e come il Cantone si sta preparando ad accompagnarlo.
1. Cosa significa in concreto l’inserimento di questo principio nel CC? Cosa cambia?
La Svizzera ha scelto di allinearsi agli standard internazionali sui diritti dell’infanzia per garantire a ogni bambina e bambino un ambiente sicuro e sereno in cui crescere. A partire dal 1° luglio 2026, il Codice civile svizzero sancisce un principio fondamentale: i bambini hanno diritto a un’educazione senza violenza.
Questo significa che schiaffi, sculacciate o trattamenti degradanti, così come violenze psicologiche quali umiliazioni, minacce e insulti, non saranno più considerati o tollerati come “metodi educativi” accettabili, ma riconosciuti come atti di violenza da evitare.
La nuova disposizione ha un valore soprattutto preventivo: funge da principio guida e lancia un segnale chiaro alla società e alle famiglie, ossia che l’educazione non deve in alcun modo ricorrere alla violenza. La scienza e l’esperienza dimostrano infatti che la violenza, anche quella apparentemente “minore”, non insegna nulla di positivo. Al contrario, può generare paura, lasciare ferite invisibili e compromettere la fiducia tra adulti e bambini.
2. Come si sta preparando il Ticino a questa modifica di legge?
Sebbene il diritto penale vieti già i maltrattamenti fisici e psicologici sui minori, questa protezione da sola non è sufficiente. La nuova disposizione nel Codice civile non ha finalità punitive, ma di accompagnamento: intende sostenere i genitori nel loro ruolo educativo, promuovendo pratiche rispettose e consapevoli.
Per questo motivo, la modifica obbliga i Cantoni a garantire alle famiglie un accesso semplice e diretto ai servizi di consulenza e sostegno in caso di difficoltà.
Va ricordato inoltre che il Codice penale svizzero già sanziona i reati contro l’integrità fisica, psichica e sessuale dei minori. La nuova norma si inserisce quindi in un’ottica preventiva, con l’obiettivo di offrire aiuto prima che si arrivi a situazioni di violenza.
Come Cantone, ci stiamo coordinando con gli altri Cantoni per valutare una possibile campagna di sensibilizzazione nazionale o almeno tra i Cantoni latini. Parallelamente, abbiamo avviato un lavoro di scambio con associazioni ed enti attivi sul territorio, per rafforzare l’offerta di consulenza e formazione rivolta a professionisti, volontari e genitori.
Dal 1° luglio sarà inoltre attiva una pagina informativa dedicata: www.ti.ch/educaresenzaviolenza, costantemente aggiornata con informazioni utili e contatti per accedere ai servizi di consulenza. Nella stessa data verrà diffusa anche una comunicazione ufficiale al pubblico.
3. Cosa si auspica l’UFAG per le famiglie?
L’Ufficio intende promuovere maggiore informazione e sensibilizzazione, affinché le famiglie possano essere consapevoli del valore e dell’efficacia di un’educazione senza violenza, basata su approcci rispettosi e positivi.
Nessuno desidera essere un “cattivo genitore”: situazioni di stress, fatica e pressione possono riguardare chiunque. In questo contesto non si tratta di giudicare, ma di rafforzare la consapevolezza che chiedere aiuto non è un fallimento, bensì una risorsa.
Esistono strumenti, competenze e piccoli accorgimenti che possono aiutare i genitori a vivere il proprio ruolo con maggiore serenità ed efficacia. Un genitore consapevole è un genitore più sereno e, di conseguenza, più efficace.
4. A chi possono rivolgersi le famiglie che necessitano di informazioni?
Le famiglie possono consultare il sito www.ti.ch/educaresenzaviolenza, dove sono indicati i contatti per ricevere informazioni generali e per accedere all’offerta di formazione e consulenza.
È importante che i genitori sappiano di non essere soli nel loro ruolo educativo: esiste una rete di sostegno accessibile a tutte le famiglie, sia in situazioni di vulnerabilità sia in momenti di difficoltà più quotidiana.
L’invito è quello di attivarsi tempestivamente, senza attendere che le difficoltà si aggravino. Questo cambiamento legislativo rappresenta anche un’opportunità per rafforzare competenze genitoriali, consapevolezza e reti di supporto, formali e informali.
In Ticino è già presente una rete strutturata di servizi dalla nascita alla prima infanzia, che è importante conoscere e saper attivare.
5. C’è altro da aggiungere?
L’infanzia è un momento decisivo nella vita di ogni persona. L’auspicio è che ogni bambino e bambina del Cantone possa crescere in un contesto sereno, sicuro e felice.
Si ringrazia Marco Galli, responsabile dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFAG), per la disponibilità.